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Come rendere efficace il CV – Intervista di Manuela Cortese a Radio Unisound

Prima di iniziare voglio ringraziare sentitamente Massimo Rosa, tra i più conosciuti Head Hunter italiani, per avermi dato l’opportunità di trasmettere il mio punto di vista su un argomento molto sentito a tutte le età: la redazione efficace del CV. Voglio inoltre ringraziare Radio Unisound, la radio dell’Università degli Studi di Salerno, per avermi invitata. Fa sempre molto piacere avere la possibilità di divulgare messaggi di estremo interesse ed utilità.

 

Ecco l’intervista completa:

 

 

Qui sotto trovi la trascrizione integrale dell’intervista, con l’aggiunta di alcuni consigli finali per chi si candida ad una posizione nel mondo del retail.

 

 

“Diamo il benvenuto a Manuela Cortese della MM Group, società di ricerca, selezione e formazione di personale. Oggi le porremo alcune domande in merito alla realizzazione di un curriculum. Lei da professionista che cosa consiglia di fare agli studenti o a chi ricerca lavoro nella compilazione di un CV e che cosa invece si potrebbe evitare di inserire?”

 

“Buongiorno! Faccio prima una premessa generale. Noi facciamo anche percorsi di coaching di carriera o di inserimento al lavoro, quindi aiutiamo gli studenti ad inserirsi nel mondo del lavoro e aiutiamo i manager a cambiare azienda o ruolo, per una crescita professionale. Penso che interessi a tutti i ragazzi sapere che cosa le aziende ricercano oggi e quali sono i migliori canali per performare nella ricerca del lavoro.

 

Mai come oggi il mercato del lavoro è stato così dinamico. I processi di selezione cambiano ogni 6 mesi. Attualmente le aziende non sono alla ricerca di persone che abbiano delle reali competenze, soprattutto gli studenti che magari fanno qualche lavoretto e quindi competenze specifiche non ne hanno ancora, ma vanno a ricercare le soft skills, le competenze o attitudini caratteriali della persona. Vanno cioè ad analizzare la proattività, l’apertura mentale del candidato, il mettersi in gioco per portare risultati. Quello che io chiamo “buttare il cuore oltre l’ostacolo”.

 

Quindi detto questo, noi come facciamo a far capire all’azienda che siamo persone che ambirebbero ad entrare in quel tipo di azienda?

 

Allora, innanzitutto consiglio oltre al curriculum di iscriversi su Linkedin, che è il social più utilizzato oggi per la ricerca di lavoro. Anche se non avete grandi esperienze o competenze, non importa, iscrivetevi. Cercate di mettervi in testa un obiettivo: “che cosa voglio fare io da grande?”. Andate a studiare le aziende dove ambireste ad entrare, andate a ricercare i selezionatori dell’azienda, o gli amministratori delegati e mandate un messaggio dopo esservi informati sull’azienda. Dite perché ambireste ad entrare in quella realtà. Solo dopo arriverà il CV. Perché all’azienda fa piacere sentire l’interesse della persona che vuole entrare nella propria realtà.

 

Non basta più che l’azienda metta una ricerca di lavoro e uno si candidi, è ormai banale e scontato. Arrivano ogni giorno tanti CV, il selezionatore li sfoglia velocemente e voi probabilmente non rientrerete mai nella figura ricercata. Con questo canale invece, dimostrando di essere proattivi, potrebbe succedere che in quel momento la vostra figura non sia ricercata eppure riceviate l’invito ad  un colloquio con l’HR.”

 

“Quali sono i punti fondamentali da inserire in un curriculum?”

“Partiamo dalla foto. Potrebbe essere una cosa banale, ma a giudicare dalla mole di CV che ricevo non sembra proprio. Persone con occhiali da sole, mentre brindano, in lontananza e davanti ad una pianta, al ristorante…NON VA BENE. La figura deve essere professionale. Poi dipende dove volete andare. Se volete fare il responsabile finanziario in un’azienda, magari il sorriso dovrà essere un po’ più contenuto. Volete fare il direttore di un grande punto vendita, che alla fine è un po’ un imprenditore? Puntate sul sorriso, che esprime la vostra empatia. Sono cose banali ma importantissime, perché molti le sottovalutano.

 

Mettete bene in prima pagina i vostri dati…corretti! Mi è capitato molte volte di chiamare un candidato e poi scoprire che il numero non era giusto. L’email poi è importantissima, e se avete anche un profilo Linkedin mettetelo. Scrivete la posizione per la quale ambite ad entrare in azienda. Mettete la vostra esperienza, dalla più recente alla più lontana. Cosa fondamentale: segnalate sempre i vostri progetti effettuati durante il percorso scolastico, possono essere partecipazioni ad un giornale scolastico, o volontariato.

 

Segnalate la vostra capacità di problem solving. Avrete fatto magari dei lavoretti, scrivete con chi avete avuto la possibilità di interfacciarvi durante quel lavoro, che problema avete risolto, quali spunti avete dato all’azienda, quale situazione l’azienda è riuscita a superare grazie al vostro aiuto. Questo è molto importante. Se avete fatto delle trasferte all’estero per motivi di studio, mettetelo denotano la vostra apertura mentale. Indicate sempre all’interno del CV la vostra disponibilità al trasferimento, molte aziende infatti potrebbero non contattarvi perché lontani dalla loro sede. Gli sport: perché metterli? Sono importanti, perché delineano quella che è la nostra propensione. Se ho fatto uno sport di squadra forse sarò più propenso a lavorare in team, se ho fatto uno sport individuale magari sarò molto ambizioso. Dipende.”

 

“Detto questo, cosa evitare di inserire nel CV?”

“Non scriviamo che siamo dinamici, che diamo la massima disponibilità…oggi con i ritmi frenetici che ci sono è già sottointeso che abbiate queste qualità. Evitiamo magari le piccole esperienze professionali di massimo 2 settimane. Una cosa importante invece riguarda tutti coloro che non portano a termine il percorso universitario: mettetelo comunque. “Ho effettuato tot anni in questa università, seguendo questo percorso di studi”. Poi sarete voi durante il colloquio a chiarire il perché non avete concluso. Le motivazioni possono essere svariate. Magari uno lavora mentre sta studiando e riceve un’offerta professionale molto allettante, oppure per motivi familiari, trasferimenti necessari o altro ancora. C’è sempre un motivo. Non lasciamo mai “buchi” o spazi temporali vuoti all’interno del cv poiché potrebbero creare false supposizioni.

 

Il canale di selezione migliore è sicuramente l’autocandidatura attraverso la proattività, come già detto all’inizio. La risposta ad un annuncio, è invece più passiva e meno performante. In questo secondo caso il selezionatore vede solo il vostro curriculum, non sa a cosa ambite e non sa chi siete, per cui sarà meno performante.

 

Spero di essere stata il più esaustiva e semplice possibile.”

“Grazie Manuela, assolutamente e sei stata anche molto interessante da ascoltare.”

“Grazie a voi per la vostra disponibilità!”

 

 

Visto il mio impegno continuo nell’informare e formare i miei candidati quando si presentano per un colloquio, desidero aggiungere alcuni punti a questa intervista.

 

Prendendo il caso specifico del Retail, ricordo di porre la massima attenzione ai seguenti aspetti:

 

– Ricordatevi di informarvi sull’azienda per cui vi siete candidati. Il retail è velocissimo, in continua evoluzione, quindi ciò che andava bene 6 mesi fa oggi rischia di essere completamente cambiato. Se approfondite le esigenze attuali dell’azienda arrivate al colloquio più preparati.

 

– In questo settore la mobilità territoriale è fondamentale, soprattutto se volete crescere ed assumere ruoli sempre più interessanti. Se valete probabilmente c’è bisogno di voi sul territorio per risolvere situazione critiche.

 

– Prima di sostenere un colloquio in questo settore, ricordatevi di studiare la tipologia di cliente che andrete ad incontrare. Il settore dell’infanzia richiede passione per i bambini e mamme, come il pet richiede passione per gli animali, come il fai da te richiede passione per il lavoro tecnico/manuale.

 

– Durante il colloquio trasmettete dinamismo e proattività, fate capire ai vostri interlocutori che siete capaci di supportare l’azienda.

 

– Non esponete mai le vostre pretese nei primi colloqui ma solo durante la fase finale di trattativa…prima dovete essere fortemente interessati al tipo di lavoro…poi arriva la retribuzione. E gli eventuali benefits.

 

– Ricordatevi che il colloquio è una vendita, la vostra vendita più importante: quella di voi stessi. Pertanto arrivate preparati anche sula vostra RAL perché le trattative finali in fase di assunzione si fanno proprio su quella, oltre che sul livello. La RAL è la retribuzione annua lorda la potete rilevare prendendo alcuni valori quali il minimo contrattuale, la contingenza , il terzo elemento, eventuali superminimi, …e moltiplicarla per le mensilità previste dal CCNL di riferimento (sono o 13 o 14).

 

Stai cercando un nuovo lavoro?

Prova a dare un’occhiata alle ultime ricerche di lavoro pubblicate sul nostro sito mmgr.it. Siamo sempre alla ricerca di validi candidati, soprattutto nel mondo del retail.

 


Autore: Manuela Cortese

Segue progetti di inserimento di personale su tutto il territorio nazionale con clienti direzionali e progetti relativi alla gestione di servizi di In Store Promotion e Mystery Shopping per alcune importanti realtà del mondo Retail e Grande Distribuzione. Nel 2011 fonda M&M Research, in cui assume il ruolo di Consulente Senior.

 

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