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Hai fiducia nella tua squadra? - mmretail.it

Hai il coraggio di fidarti della tua squadra?

Sono sempre stato e sono un imprenditore, ma soprattutto una persona positiva, che ha fiducia del futuro, di sé stesso, del proprio team.

 

Così è come dovrebbero presentarsi e credersi tutte le persone nel mondo degli affari ma purtroppo non è sempre così. Molte ricerche dicono esattamente il contrario.

Una rapida occhiata a qualche forum sul business ti farà capire che molti imprenditori sono riluttanti a prendere decisioni rischiose – e una delle decisioni rischiose che di tanto in tanto è necessario prendere riguarda il fidarsi o meno dei propri collaboratori, soprattutto per compiti importanti.

Questo discorso è valido per gli imprenditori ma anche per tutte quelle figure che ricoprono ruoli direttivi all’interno delle aziende, ad esempio gli Store Manager.

 

Sì, la tentazione è quella di pensare che nessuno possa fare le cose meglio di te, ma questo non è sempre vero. In realtà nessuno potrà fare le cose proprio come le fai tu, ma forse “il loro modo” risulta addirittura miglioreAll’interno di troppe aziende si assiste a “leader” che sottovalutano i propri collaboratori ma alla fine quest’ultimi chiedono solo che gli venga data una possibilità prima di essere giudicati.

 

Se ci si domanda troppo spesso perché nel proprio team qualcuno è sommerso dal lavoro mentre altri non hanno poi così tanti compiti da svolgere, oppure perché le funzioni complesse vengano affidate sempre agli stessi e altri proprio non vengono considerati, allora dovresti prendere seriamente in considerazione il fatto di dare ai tuoi collaboratori eque possibilità di svolgere il proprio lavoro e di crescere. Non solo perché in questo modo motiveresti quelli più emarginati, ma anche perché impediresti ai più ambiziosi di esaurirsi ed abbandonare la tua azienda o il tuo team troppo presto.

 

Se per troppo tempo pensi che “quel collaboratore” non merita la fiducia per un progetto importante dovresti passare al piano B, ovvero incrementare le sue competenze affinché diventi meritevole di prendervi parte. 

 

E se provi una certa resistenza anche solo a pensarci allora ricorda che Il miglior momento per interrompere un rapporto di collaborazione è appena il dubbio sorge. Trascinarsi nei rapporti privi di fiducia è soltanto una pigra forma di sofferenza che non conduce da nessuna parte per nessuna delle figure coinvolte.

 

Quello della “fiducia” in azienda è un tema controverso. 

 

Fidarsi, non fidarsi, lasciare che sia il nostro intuito a decidere oppure scegliere dopo una seria analisi dei rischi? Come sempre “dipende” è la risposta saggia che ci toglie dall’imbarazzo di sbagliare. E molto dipende dalle tue esperienze passate, da quanto la tua fiducia è stata tradita o rinforzata, proprio come un muscolo.

Per me ad esempio, non è stato sempre “rose e fiori”, anzi! L’esatto contrario. Nella mia esperienza in BIMBOSTORE mi è capitato più di una volta di fidarmi delle persone sbagliate che hanno danneggiato la mia azienda e che soprattutto hanno ferito la mia persona. 

 

Da quel momento le mie convinzioni oscillano tra “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” e la più gandhiana “più dai e più hai”.

 

La fiducia è un’emozione inconscia che ci rende vulnerabili verso l’altro. In mancanza di essa, ci blocchiamo, analizziamo molti più dettagli e tutto diventa più lento e costoso. 

 

Gli studi dimostrano come l’assenza di fiducia nelle aziende renda tutto più costoso, mentre fidarsi è un modo per guadagnare di più sia in termini di tempo che di denaro. 

 

Quando dico queste cose durante i miei corsi, le persone presenti mi chiedono se le delusioni ricevute, vere e proprie mazzate che lasciano il segno, non mi siano bastate.

 

La verità è che quando fui “fregato”, mi ci volle molto tempo per riflettere e per analizzare le diverse possibilità su come affrontare il mio futuro lavorativo. Tra queste, quella che ha cambiato il mio punto di vista sulla questione è che molti di noi sono portati a pensare in termini di perdita: “Cosa ci perdo se la mia fiducia venisse tradita?”. E mai in termini di guadagno: “Cosa ci guadagno ogni giorno, quando la mia fiducia viene ricambiata?”. 

 

All’improvviso ho dovuto accendere i riflettori sulle decine di collaboratori che ogni giorno hanno ricambiato quella fiducia e senza i quali mi sarebbe stato difficile evolvere come persona e come azienda. Insomma, se mi fossi fermato al “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, avrei smesso di crescere penalizzando tutti i miei collaboratori meritevoli di fiducia.

 

Lo so che non è semplice e non lo è stato neppure per me. Per i successivi mesi dopo ogni tradimento ho veramente pensato di cambiare atteggiamento. Ma come disse Steve Jobs “i puntini si uniscono solo alla fine”.

 

La fiducia è composta da due elementi: 

  1. carattere: rispetto, etica, integrità morale;
  2. competenza: preparazione, abilità, esperienza. 

 

Di questi due quello che fa più male ed è meno risolvibile è il carattere. In altri casi si viene traditi dall’assenza di competenza ma questo è un errore al quale è più semplice rimediare, soprattutto con la formazione.

 

Consideriamo la seguente implicazione: un tuo collaboratore ti viene raccomandato come una persona molto corretta, ma incapace di relazionarsi con clienti difficili. Gli affideresti una trattativa importante? In altre parole, avresti il coraggio di mandare avanti un venditore con meno esperienza di te ad affrontare una vendita importante senza paura di poter perdere il cliente?

Viceversa, se fosse scaltro e acuto nelle relazioni, ma la correttezza non fosse il suo forte…cosa faresti? 

Probabilmente in entrambi i casi avresti dei forti dubbi, ma nel primo caso potresti pensare di aiutare il collaboratore a superare il gap, a formarsi e diventare più bravo nella sua capacità negoziale. Accetterai un rischio per la sua crescita e di conseguenza quella dell’azienda.

Nel secondo caso, invece, è probabile che chiuderesti la questione con un “no” secco.

 

Ma perché è così importante la fiducia nel lavoro?

 

Penso che la risposta la si debba cercare nelle sensazioni che si provano quando qualcuno ci dimostra la sua fiducia: è un qualcosa che ci fa stare bene e ci inorgoglisce a tal punto che siamo più invogliati a fare altrettanto con un altro collega o collaboratore. Il moto della fiducia una volta partito si autoalimenta e tutta l’azienda ne raccoglie i frutti.

 

A maggior ragione oggi che a più livelli si dibatte su quali saranno i nuovi assetti organizzativi e, soprattutto, su quali saranno le competenze, i saperi e i valori che permetteranno la sopravvivenza in contesti competitivi, incerti e complessi.

 

A tal proposito condivido l’idea che la trasformazione digitale non sia un fine ma il mezzo per una profonda trasformazione culturale che mette al centro le persone, persone adulte capaci di auto organizzarsi per rispondere in modo rapido alle richieste del mercato sempre più selettivo.

 

Significa quindi pensare ad organizzazioni meno verticistiche e più collaborative in cui le persone sono “abilitate” a prendere decisioni, risolvere problemi, generare idee

 

Bisogna cioè avere la fiducia di assegnare ai propri collaboratori compiti ben precisi e anche importanti, al fine di rendere più efficace ed efficiente l’organizzazione del negozio. Ne abbiamo parlato anche in questo articolo, che puoi leggere per approfondire: 

 

>>> Le 4 fasi che rendono efficace la Delega per uno Store Manager

 

Questi cambiamenti devono essere intrapresi a tutti i livelli: dall’imprenditore nei confronti dei suoi collaboratori, ai direttori di negozio nei confronti del proprio team. Non servono enormi investimenti per intraprendere questo cambiamento, anzi, è nelle piccole cose o nei semplici gesti che si vede la volontà di cambiare.

 

Perché dobbiamo ricordarci tutti che quando le persone sono felici di fare quello che fanno, del luogo in cui lavorano e di come vengono trattate, i numeri crescono da soli.

 

E noi in fin dei conti ci confrontiamo proprio con i numeri.

 

Ma come fare a rendere le persone contente di lavorare nella nostra squadra? A mantenere alta l’energia e soprattutto la loro motivazione? Ci sono 4 punti fondamentali da rispettare per motivare la squadra e questi possono essere trasmessi con efficacia tramite i due strumenti cardine che un direttore può usare per condividere gli obiettivi.

 

Durante la quarta giornata del nostro corso avanzato di formazione per Store Manager ci soffermeremo proprio sulla Gestione del Team, andando ad analizzare tutte le pratiche e gli strumenti che consentono ad un direttore di negozio di ottenere il meglio dalla sua squadra.

 

Parleremo infatti di:

 

  • Condivisione degli obiettivi
  • Come delegare efficacemente le attività di negozio
  • L’istituzione di riunioni di squadra e incontri individuali
  • Affiancare ed essere da esempio in tutte le attività quotidiane
  • Gestire i conflitti tra i collaboratori
  • Motivare la squadra
  • La corretta selezione del personale necessario
  • …e molto altro ancora.

 

E questa è soltanto una delle 4 giornate di corso. Per avere subito maggiori informazioni clicca qui sotto:

 

>> Corso avanzato di Formazione per Store Manager

 

 


Autore: Wiliam Cariani 

Wiliam Cariani è un imprenditore di successo. Nel 2007 è co-fondatore della catena di negozi Bimbostore S.p.A. Dopo avere seguito lo start-up e la gestione dei primi negozi sul territorio nazionale, assume il ruolo di Direttore HR, coordinando l’area amministrativa, formazione e sviluppo, rapporti con i sindacati. Dal 2015 partecipa attivamente ad incontri legati a tematiche di sviluppo d’impresa nella provincia di Varese.

 

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