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I 10 Comandamenti che un buon Allievo Direttore deve seguire per fare carriera

In quest’articolo voglio parlarti dell’Allievo Direttore.

 

Essere un Allievo Direttore non significa solo essere inseriti in un percorso che mira a fornire un bagaglio di competenze ed esperienze utili a comprendere il “probabile” futuro ruolo, ma anche avere la possibilità di comprendere se quello del Direttore (o Store Manager) sia realmente il ruolo che intendi svolgere.

Non ultimo serve ai valutatori per osservare i comportamenti e le reazioni del giovane, oltre alle sue azioni, per capire se il candidato alla posizione può realmente evolvere verso il ruolo di Direttore.

Devi sapere infatti che un errore in questa fase può costare davvero caro e precludere per sempre le tue possibilità di fare carriera all’interno di quella azienda.

 

Se ti trovi quindi in questa situazione e sei deciso a compiere questo percorso per il meglio, evitando tutte le possibili insidie e i tranelli che potrebbero chiuderti le porte ad un roseo futuro come Store Manager, segui attentamente le prossime righe.

Ho deciso infatti di scrivere questo articolo per darti 10 ottime linee guida che dovrai sempre seguire se vuoi fare carriera.

Ok, iniziamo.

 

Quali sono i 10 comandamenti che un buon Allievo Direttore deve seguire per fare carriera?

 

1. Cerca di comprendere e conoscere bene la realtà in cui stai operando

 

Le realtà a conduzione padronale sono molto diverse da organizzazioni internazionali e strutturate.

Che cosa intendo?

I processi decisionali e le tempistiche di esecuzione delle scelte strategiche e commerciali in una realtà padronale sono molto più veloci e flessibili rispetto ad una multinazionale.

Questo può essere un bene ma di contro richiede tanta capacità di adattamento in tempi rapidi.

 

È un bene, perché puoi adattarti velocemente a quelli che sono i mutamenti repentini del settore e della tua nicchia in particolare.

Ad esempio se sei soggetto alle stagionalità di prodotto, come gli oggetti venduti solo nel periodo estivo o invernale, in una realtà flessibile e veloce puoi essere tu stesso a contattare i fornitori e farti mandare 100 pezzi in più per soddisfare le esigenze del picco di clienti avuti in quella settimana particolare.

 

Questo ti dà la possibilità di performare in maniera più importante rispetto alla concorrenza, anche più strutturata, che invece usa processi di richiesta di nuova merce a volte più lenti e macchinosi. Soprattutto le volte in cui si verifica l’esigenza, o nasce una nuova del momento, che fa nascere un estremo interesse in poco tempo per un certo prodotto. In questi casi essere reattivi fa la differenza tra “cavalcare l’onda” e perderla per un soffio.

 

Ad esempio qualche anno fa c’è stato un periodo in cui si era diffuso moltissimo un gel disinfettante per le mani. Lo usavano tutti. La catena Bimbostore ha allora deciso di sfruttare la situazione. Nonostante fosse un’azienda padronale con molte sedi sul territorio nazionale, aveva tuttavia una filiera corta e un approccio reattivo.

Quando c’è stato il boom di richieste sono stati in grado di rifornire il magazzino in fretta, al contrario dei concorrenti più grossi. Non era un prodotto che normalmente vendevano, ma in due settimane hanno contattato il fornitore, deciso le modalità di acquisto, realizzato l’etichetta e il logo per l’esposizione: in meno di un mese sono passati da non avere quel prodotto ad averlo sullo scaffale dell’intera catena, ad un prezzo concorrenziale.

In un’azienda più strutturata, un’operatività del genere è molto più difficile.

 

Questo ha permesso di incrementare i ricavi, in seguito alla vendita del prodotto stesso. In aggiunta bisogna considerare l’aumento di fatturato creato grazie all’indotto di clienti che acquistavano altri prodotti oltre al gel lavamani.

 

Nelle aziende più strutturate invece i metodi e le analisi sono più complesse. Le quantità e i prodotti da acquistare vengono estrapolati da una serie di dati e statistiche ricavati dalla gestione dell’anno precedente. Questo comporta innanzitutto una definizione più rigida delle quantità e dei prodotti venduti, definiti tramite la famosa griglia prodotti elaborata a inizio anno. Quindi abbiamo una riduzione di flessibilità del negozio nell’allinearsi alle esigenze contingenti del mercato.

Queste procedure vengono gestite direttamente dai buyer della sede centrale, che hanno un approccio più “lontano” dalla realtà operativa.

Quello che voglio dire è che ogni anno è diverso dal precedente. Operare in questo modo rischia di essere asettico, a volte anche scollegato dalla realtà. E sicuramente poco flessibile.

 

Per contro però avere un’azienda strutturata fornisce anche dei grossi vantaggi.

Come non parlare ad esempio dell’ottimizzazione dei processi e dei costi. Più grande è la struttura infatti, più diventi efficiente nell’ottimizzare i processi e minimizzare i costi. Oltre che all’avere una procedura resi meno difficoltosa e più semplice da mettere in pratica, con accordi stipulati direttamente con il fornitore.

 

Quindi tu, come allievo direttore, devi capire se sei una persona che si adatta velocemente oppure se preferisci i processi organizzati.

 

Che cosa ti piace fare? Per che cosa ti senti più portato?

Se ti senti più un soldato d’assalto, che non ha paura di sporcarsi le mani ogni giorno con una faccenda ed una problematica diversa, allora scegli un’azienda padronale.

Se invece ti senti più un soldato tattico, che ama le procedure e l’organizzazione, allora l’azienda strutturata è quello che fa per te.

 

Pensaci attentamente e in base a questo dirigiti su un tipo di impresa piuttosto che un altro.

 

2.  Concentra tutte le tue forze e attenzioni su quanto stai facendo

 

Essere Allievo Direttore significa essere inseriti in un percorso spesso unico ed irripetibile.

L’allievato è un momento che non si ripeterà più nella tua vita professionale all’interno della stessa azienda.

Comporta un forte impegno nell’attività quotidiana per diventare direttore, ma allo stesso tempo ti fornisce supporto formativo che non riceverai più una volta cresciuto professionalmente.

Sarà infatti difficile trovare formazione una volta che verrai promosso ad Area Manager, dove ci si aspetta che tu abbia già tutti i fondamentali che ti permetteranno di fare bene. A quel livello infatti dovrai riapplicare su più negozi la buona gestione che hai già messo in pratica. Dovrai sapere alla perfezione come pianificare e organizzare le attività di supporto, gestione e controllo dei punti vendita.

 

Come fai ad ottenere queste competenze? Tramite l’allievato.

L’occasione che ti viene data allora è preziosissima perché l’azienda ti fornisce la possibilità di costruire le fondamenta che ti serviranno per tutto il resto della tua carriera.

Dovrai dare il mille per mille per apprendere al massimo quelle che poi saranno le tue competenze di base.

Imparerai cioè l’impostazione che, soprattutto se sei alla prima esperienza, molto probabilmente ti rimarrà per tutta la vita.

 

Non sprecare questa opportunità.

 

3. Trova il giusto equilibrio tra disponibilità ed efficacia 

 

Non serve lavorare 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Un buon professionista sa far bene nei giusti tempi e sa fare in modo che questo venga visto di buon occhio.

Soprattutto nelle aziende meno strutturate però, se non hai i fondamentali ben impostati inizi ad accumulare ritardi nella routine dei tuoi compiti quotidiani. Questo comporta poi un ritardo su tutte le altre mansioni che devi svolgere, e trasforma la tua giornata in un vero e proprio inferno da cui è difficile uscire.

E attenzione non sto dicendo che la colpa sia del direttore che non vuole impegnarsi. Anzi, di fatto succede proprio l’opposto.

Lo store manager finisce soffocato dagli eventi di cui si deve occupare e che non riesce più a gestire, finendo per lavorare anche 13 o 14 ore al giorno.

Alla lunga questi ritmi finiscono per “bruciare” la persona e farla allontanare.

 

Quindi il mio consiglio è il seguente: tutti i lavori complessi che prevedono un’attività di gestione sia operativa che strategica richiedono ottime doti organizzative e di delega. Prima di metterti a fare procedure in prima persona devi imparare a delegare efficacemente tutte le altre attività che dovranno compiere le persone del tuo team.

Devi creare cioè una procedura standard di assegnazione dei compiti che permetta di lavorare in efficacia senza compromettere il buon andamento del negozio.

 

Ad esempio in fase di conferma d’ordine, se non ti fidi del lavoro del tuo incaricato (magari perchè non gli hai spiegato proprio del tutto come fare il suo lavoro o lo hai fatto con troppa superficialità) e ricontrolli uno per uno tutti i codici EAN di un determinato ordine, perderai un sacco di tempo utile che avresti potuto dedicare ad altre mansioni più rilevanti. 

Per evitare il problema devi investire un’ora del tuo tempo per spiegargli una volta per tutte il funzionamento ed il perché della procedura, in modo che poi per tutte le altre volte che dovrà fare lo stesso lavoro non ci saranno dubbi nè da parte tua nè da parte sua.

 

Così facendo eviterai anche future problematiche. Ad esempio, in questo caso specifico,  la possibilità di un ordine di un quantitativo sbagliato, che poi ti rimarrà in magazzino e costituirà una plusvalenza negativa.

 

4. Non essere rigido negli orari


Se lavorare sempre 15 ore al giorno è sbagliato, questo non vuol dire che potrai godere di una giornata lavorativa fissa di 8 ore.

Soprattutto all’inizio non potrai guardare l’orologio. In fase di start up (sia a livello aziendale – in un’azienda appena nata – che a livello personale – ossia ad inizio carriera) dovrai sopperire alla mancanza di una serie di procedure e attività già impostate e che dovrai invece assimilare o creare.

Solo una volta superata la fase iniziale e apprese a fondo le competenze del mestiere, potrai passare a ridurre gradualmente le ore di lavoro.

La disponibilità ed il buon senso sono sempre visti molto bene e operare con il giusto equilibrio è segno di serietà e organizzazione.

 

In questo mondo bisogna lavorare per obiettivi. L’orario è solo un elemento legato al fatto di essere aperti al pubblico, e quindi di dover gestire l’effettiva presenza dei clienti nel punto vendita.

Non perdere mai di vista però l’obiettivo finale, che è quello di portare fatturato. In funzione di questo vengono poi stabilite le ore di lavoro.

 

5. Approfitta di frequenti scambi di opinione ed esperienze con i tuoi responsabili e fai tesoro dei loro consigli


Spesso il mentore può essere lo stesso Store Manager del punto vendita presso cui svolgi l’allievato, che sarà sicuramente meritevole di avere un allievo e ben felice di interfacciarsi con te.

In questo caso è molto probabile che il direttore andrà fiero del suo nuovo ruolo di maestro.

Agli occhi dei suoi capi rappresenta infatti l’immagine del bravo direttore all’interno dell’azienda, quindi avrà tutti gli interessi di questo mondo a trasferirti le sue competenze, per poter dimostrare che scommettere su di lui è stata un’ottima scelta.

Questa iniziativa è un modo anche per valorizzare il direttore, che si sentirà rispettato e preso in considerazione da parte della direzione aziendale e comunque sarà un modello per gli altri direttori.

Ascolta quindi molto attentamente tutto quello che cercherà di trasmetterti, con la consapevolezza che ogni cosa viene fatta e detta con lo specifico scopo di aiutarti.

A tua volta cerca il dialogo e lo scambio di opinioni. Ricevere delle domande, se intelligenti e poste al momento giusto, non potrà che far piacere al tuo insegnante.

 

Tieni però a mente una cosa. Quando andrai nel tuo nuovo negozio dovrai fare del lavoro su te stesso per “leggere” il nuovo punto vendita e capire come adattare il tuo stile di direzione per avvicinarti agli insegnamenti che ti sono stati dati durante l’allievato.

Usare esattamente lo stesso metodo, copiato pari pari, può infatti non portare gli stessi risultati.

Ad esempio nell’approccio con la tua squadra. Ogni persona deve essere motivata con azioni diverse.

Infine ci tengo a dire che quasi sicuramente l’allievato lo svolgerai in un altro punto vendita rispetto al posto in cui sarai operativo. Di conseguenza sfrutta questa situazione che ti permette di commettere errori, qualche volta anche banali. Stai facendo infatti un periodo di training, e ci sarà chi saprà mettere mano ai tuoi possibili errori.

Inoltre non devi preoccuparti del possibile verificarsi di situazioni spiacevoli con il resto della squadra a livello di gerarchie. Ossia non corri il rischio che continuino a vederti come un loro pari, anche una volta diventato direttore. Quindi non avere paura di chiedere consigli e cercare il supporto del team.

 

6. Cerca molti feedback e fanne tesoro senza offenderti

 

Se chi ti dà un riscontro è degno di stima, quanto detto ti viene elargito come strumento di crescita, non di critica.

Sfrutta allora tutte le occasioni possibili per crescere, facendo affidamento sull’esperienza e la bravura maturate dal personale. Fai tesoro di tutti i consigli che arrivano, sia che provengano dal tuo mentore diretto, che da altri colleghi.

Le critiche non saranno mai rivolte sul piano personale. Devi avere l’umiltà di poter imparare da chiunque abbia più esperienza di te, anche se esperti in mansioni che non ti competono.

L’importante è essere sempre affamati di conoscenza, cercare di imparare sempre qualcosa in ogni occasione possibile. Anche in quelle apparentemente negative.

Questo atteggiamento ti aiuterà enormemente nel corso del tuo lavoro. 

 

7. Lavora in squadra


Ricordati tuttavia che – salvo indicazioni chiare e precise – non sei il capo di nessuno. L’allievo migliore è quello che viene naturalmente eletto come leader dalla squadra in cui opera.

 

Ma come si crea una squadra affiatata?

 

Molto dipende dalla bravura del leader. Pensa alla tua squadra come ad un meccanismo di alta precisione. Se questo strumento è ben oliato, tutto girerà per il verso giusto, e avremo un risultato perfetto senza nemmeno accorgerci che il meccanismo stava girando.

Ma se manca l’olio, inizierà a rallentare, percepiremo un rumore di fondo e i risultati non saranno più ottimali.

 

Tu sarai il lubrificante che permette a questo straordinario motore di funzionare perfettamente.

 

La prima cosa da fare per gestire al meglio un team è venirgli incontro nei momenti più concitati.

Se percepisci i picchi di carico di lavoro di una persona e lo aiuti, otterrai la sua riconoscenza. Puoi farlo delegando il lavoro in eccesso ad un altro collega che invece si trova in una situazione più “tranquilla”, oppure andando direttamente tu a dare una mano.

Questo ultimo comportamento, soprattutto in caso di surplus di lavoro anche del resto del personale, ti farà guadagnare un sacco di punti, e ti spianerà la strada verso il riconoscimento naturale come leader.

 

Voglio spendere infine due parole sul fattore “controversie”.

 

In ogni situazione in cui si deve stare a contatto con altre persone, sia essa lavorativa o privata, il rischio di non essere d’accordo con gli altri è sempre estremamente alto. Soprattutto quando ci si trova a condividere per molte ore uno spazio ristretto, in cui esistono delle responsabilità derivanti dal nostro operato, è facile cedere e dire quella parola di troppo che scatena una lite.

Tu come direttore dovrai fare da “giudice di pace” in ogni situazione scomoda che si viene a creare tra il tuo personale. Dovrai immediatamente capire se la controversia scaturisce da una questione personale e privata, o è in ambito lavorativo.

Nel primo caso devi essere inflessibile, ed esigere che il problema venga risolto al di fuori del lavoro. Nel secondo caso devi sempre avere come obiettivo il bene dell’azienda e quindi analizzare in maniera oggettiva chi dei due contendenti ha ragione. L’importante è non farsi mai influenzare da aspetti soggettivi di simpatia e preferenza piuttosto che dal ruolo ricoperto.

 

Sembra superfluo sottolinearlo ma ci tengo a dire che in ogni caso dovrai essere educato e per quanto possibile “diplomatico”. 

È sempre buona norma cercare di risolvere le controversie. Le persone coinvolte dovranno capire bene il perché di ogni tua decisione, sia a favore che contraria. Quindi prenderai i due contendenti uno per uno e gli spiegherai accuratamente i motivi della tua scelta.

Un ambiente lavorativo in cui rimangono delle situazioni in sospeso, e ci si porta dietro strascichi di discussioni, non è salutare e rovina il clima del tuo negozio.

 

8. Cerca di conoscere ed imparare tutte le mansioni del negozio


Anche se sei Allievo Direttore, conoscere le dinamiche della logistica e delle casse può solo farti bene.  Ti aiuterà infatti ad avere una visione di insieme del punto vendita. Chiedi al tuo referente di poter investire del tempo affiancando operatori di cassa, di magazzino e di servizio alla clientela, e fallo con umiltà ed attenzione.

Questo atteggiamento ti permetterà inoltre di creare le giuste fondamenta per la tua squadra

Saper fare cassa, ad esempio, ti fa capire il livello di gradimento dei tuoi clienti, ti fa capire quali sono le criticità di questa area e sicuramente genera leadership.

Cerca sempre di mostrare che non ti sei montato la testa ma ti “sporchi le mani”. Lo stesso discorso vale per il lavoro in magazzino o come addetto vendita.

 

9. Non fuggire al cambiamento


Che sia logistico, da una città all’altra, o di ruolo. 
Più esperienze acquisisci, più facile sarà affrontare le responsabilità derivanti dalla tua mansione.

La strada per arrivare in alto non è per forza una linea retta. Dovrai essere disponibile al cambiamento ed adattarti alle situazioni ed occasioni che ti si presentano.

Cerca di vedere in maniera positiva e come spunto di crescita ogni cambiamento che ti viene proposto nel corso della tua vita lavorativa.

Rinunciare a quel trasferimento temporaneo di 6 mesi in un’altra città potrebbe precluderti molte porte in seguito. E non è bello sapere che verrai escluso da posizioni di rilievo nella tua azienda perché sei stato troppo pigro e poco lungimirante. Se sei impossibilitato alla mobilità territoriale per forti motivi personali, piuttosto parlane con la tua azienda e dimostra di essere disponibile su altri tipi di progetti.

 

Tra l’altro la possibilità di partecipare ad esempio all’allestimento di un nuovo negozio, per quanto massacrante e impattante in termini di carico di lavoro, costituisce una grossa possibilità di fare networking con colleghi di altri punti vendita e ti permette di “cambiare aria”  e scambiare esperienze per un periodo tutto sommato breve.

 

Anche il cambio di reparto può essere un’ottima occasione di crescita.

Dimostrarsi duttile e capace di destreggiarsi all’interno di diversi reparti e mansioni può facilitarti enormemente il tuo passaggio verso l’alto.

 

10. Sii paziente

Il più delle volte, un’azienda che ha tra le mani un buon Allievo Direttore preme per farlo crescere, spesso anticipando i tempi. Se questo non avviene sii oggettivo e sincero nell’autovalutazione e cerca il confronto con il tuo referente. Chiedigli quali sono gli aspetti che secondo lui dovresti migliorare per accelerare la tua preparazione, e segui attentamente i consigli che ti verranno dati.

 

Se vali prima o poi l’occasione ti verrà data. Non devi avere premura.

A volte se non hai la pazienza di aspettare, ti tagli le gambe da solo. Cambiare azienda quando magari dopo un mese o due le cose sarebbero cambiate in meglio allungherà enormemente i tempi della tua crescita.

È anche vero che se i tempi si allungano per questioni di carattere aziendale che non dipendono da te, come ad esempio un blocco dei percorsi di carriera per riorganizzazione aziendale, non devi precluderti altre opportunità. Il mercato del lavoro è infatti sempre alla ricerca di talenti disposti a mettersi in gioco.

Quindi valuta attentamente la tua situazione e non aver paura di cercare un confronto con consulenti specializzati nell’orientamento di carriera, che potranno indicarti aree e competenze su cui migliorare per evolvere velocemente. A volte apprendere una singola skill può spianarti la strada verso nuove aziende e posizioni.

 

Non fermare mai la tua formazione!

 

Questo ultimo “punto bonus” è forse il più importante. Vale per tutta la durata della tua carriera e non solo per il periodo in cui sarai Allievo Direttore. Tieni bene a mente che il mercato è in continua evoluzione, e di conseguenza anche tu dovrai aggiornarti continuamente. Che siano corsi di formazione, consulenze con esperti del settore, o semplici letture di blog e libri specializzati, usa tutto quello che trovi per essere sempre informato sulle competenze che ti vengono richieste.

Pensare di “essere arrivato” ed avere ormai sufficiente esperienza da sapere tutto, è quanto di più sbagliato tu possa fare.

Sii sempre affamato di conoscenza e non perdere occasione per migliorare te stesso.

 

Ed eccoci arrivati alla fine!

Spero tu abbia trovato interessante questa mini guida, e mi auguro che ti dia quella marcia in più per affrontare serenamente e con successo il tuo percorso come Allievo Direttore.

 

Se vuoi mettere veramente il turbo, ed acquisire tutte quelle competenze che finora la tua azienda non ti ha fornito o semplicemente vuoi diventare uno Store Manager con un brillante carriera davanti a te, ho un ultimo consiglio da darti. 

Ho creato infatti un percorso formativo estremamente pratico ed efficace che ti aiuterà ad ottenere tutte le capacità richieste. Ma non voglio dilungarmi oltre. Se sei interessato clicca sul link rosso qui sotto. 

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Autore: Michele D’Adamo

E’ cresciuto professionalmente nel mondo delle Agenzie per il Lavoro, fino a diventarne  Direttore Commerciale. Nel 2011 fonda M&M Research Società di Ricerca, Selezione e Formazione del personale, in cui assume il ruolo di Consulente Senior. Oggi è Co-founder di MM GROUP

 

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