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La realtà virtuale nel punto vendita - MMretail

Realtà Virtuale e Retail: ecco come cambierà l’esperienza d’acquisto nel punto vendita

Per i retailer di oggi comprendere le nuove tendenze relative alle preferenze dei consumatori può fare la differenza fra un anno di successo o delle dolorose perdite. Dopo aver osservato la trasformazione che l’online e il mobile shopping hanno portato ai loro business, le catene del retail si stanno rivolgendo alla tecnologia per tentare di riconquistare l’interesse dei clienti perduti. Dai chatbot ai dispositivi wearable alla realtà virtuale, queste sono le nuove tecnologie che si cerca di usare per risollevare le sorti dei negozi fisici.

 

La sfida per i retailer non è però quella di utilizzare nuove tecnologie. Ma è andare oltre alle novità e rendere questi investimenti rilevanti per i clienti. La verità è che ai clienti non interessa quale tecnologia venga utilizzata. A loro interessa se questa tecnologia può incrementare la convenienza e la personalizzazione della loro esperienza di acquisto.

 

Il negozio fisico sarà sempre più un luogo con una forte connotazione esperienziale.


Nel concreto, le tecnologie saranno impiegate per generare una stimolazione sensoriale il più possibile completa. Non solo immagini e suoni in grado di trasformare il grado di engagement, ma anche l’utilizzo di modificazioni ambientali di tipo climatico e simulazioni tridimensionali via ologrammi. L’esperienza sensoriale sarà una delle chiavi per differenziare il retail fisico da quello online.


So già cosa stai pensando: “Ok, tutto molto bello, ma in pratica cosa si può fare nel punto vendita?”. Vediamolo subito.


Ad oggi esistono diversi esempi reali e funzionanti di aziende che hanno sposato queste nuove tecnologie per affrontare le sfide del mercato.

Analizziamo allora 3 brand che si stanno muovendo proprio in questa direzione, e vediamo cosa hanno fatto nello specifico: SPORTXVISIONRMEDIA MARKT SPAGNA.


1. SportX vuole creare un negozio entusiasmante e orientato all’esperienza che sappia soddisfare le aspirazioni dei Millennials e non solo. Il concept è innovativo e di tipo ibrido: un negozio al dettaglio che vende abbigliamento sportivo di marca di alta qualità, combinato con un’offerta di esperienze tecnologiche che consente ai consumatori di testare attrezzature sportive in situazioni simulate.


Saranno disponibili quattro diverse attrazioni tecnologiche, correlate a differenti tipologie di sport.

 

– X-Ski consente ai consumatori di provare le attrezzature invernali con discese per le montagne attraverso schermi ad alta risoluzione.

– X-Climb è una parete per arrampicata con realtà aumentata che consente alle persone di interagire attraverso giochi virtuali competitivi.

– X-Shot offre ai consumatori la sensazione di essere in uno stadio o arena, nonché l’opportunità di testare il calcio e le attrezzature da basket.

– Infine, X-Fly è un’esperienza di realtà virtuale immersiva, che permette alle persone di sentirsi come se stessero volando mentre si allenano.


Il target principale del brand è composto da due segmenti: i consumatori attenti alla forma fisica e quelli che cercano prima di tutto il divertimento.


Per i primi, l’accettazione sociale e il loro aspetto fisico sono della massima importanza. Valorizzano la condivisione di nuove esperienze online e indossano le ultime novità presentate nei social media.

I clienti incentrati sul divertimento amano sperimentare e farsi coinvolgere in diversi tipi di sport e in particolare valorizzano l’aspetto sociale delle attività sportive. Saranno attratti dal concetto di negozio di SportX per l’opportunità di impegnarsi in nuovi sport, competere con i loro amici e incontrare consumatori affini.


Il primo negozio sarà situato nel quartiere dello shopping della zona CityLife di Milano, scelta non casuale visto l’importanza che questo nuovo centro occupa nel panorama milanese. SportX si distinguerà dalla concorrenza offrendo ai clienti una nuova esperienza di vendita al dettaglio, racchiudendo in un unico luogo le attrazioni sportive e le attrazioni tecnologiche per far sì che i consumatori provino i prodotti in modo diverso.

L’originalità del concetto consentirà un vantaggio competitivo sostenibile, che sarà ulteriormente esteso attraverso l’espansione internazionale.

 

La realà virtuale nel retail - schema punto vendita sportx
Layout SportX

 

2. VisionR è invece la prima agenzia di viaggi francese che fa uso della realtà virtuale.

La finalità del progetto è offrire ai clienti un’esperienza virtuale, in modo che possano scegliere consapevolmente il loro viaggio. L’obiettivo è fare in modo che mente e sensi viaggino prima dei clienti. Anche prima di arrivare a destinazione, i viaggiatori ne avranno un’anticipazione (visione 3D, odori, sapori). Vedono ciò che visiteranno, l’atmosfera del posto, l’hotel in cui soggiorneranno e quello che mangeranno.

Stiamo parlando di un’evoluzione tecnologica del depliant spinta ai massimi livelli.


Il target di riferimento è alto. Il negozio si rivolge ad una clientela con una elevata capacità di spesa, abituata al lusso, ma che non ha ancora un’idea chiara della destinazione e vuole quindi sperimentarne alcuni aspetti in anticipo, per prendere la decisione giusta senza perdite di tempo.

Per gli amanti del viaggio inteso come avventura sicuramente si perde il gusto della scoperta ma per chi non desidera avere brutte sorprese in relazione alla cifra pagata è una possibilità da non sottovalutare.

 

La realtà virtuale nel retail - Layout VISIONR

 

 

3. Media World (conosciuta a livello mondiale con il nome di Media Markt) ha creato in Spagna un’esperienza digitale al 100%, con cataloghi online e realtà virtuale, ma abbinata a uno store fisico che offre la possibilità di ritirare i prodotti anche quando il negozio è chiuso. Come è possibile? Grazie ad un’area gestita da robot.

Niente scaffali, ma video wall interattivi che permettono di verificare le caratteristiche dei singoli prodotti, le loro funzioni principali e la loro disponibilità in magazzino, operazioni che i clienti possono svolgere sia in autonomia sia con la collaborazione degli addetti presenti instore.

Non si tratta di una vetrina multimedia né di uno showroom: l’obiettivo è creare un luogo nel centro della città, che permetta di conoscere, comprare e ritirare i prodotti prescelti e nel quale la presenza umana continui a rivestire un ruolo rilevante.

 

È per questo che gli esperti presenti in negozio, muniti di dispositivi digitali, saranno fondamentali nel soddisfare le esigenze della clientela.

Si tratta del primo negozio digitale dell’insegna in Europa e si punta ad offrire modelli innovativi e digitali a consumatori sempre più abituati a utilizzare l’online e sempre in cerca di nuove esperienze.

 

La realtà virtuale nel retail - Media mrkt digital store
Media Mrkt – Digital Store

 


Grazie all’adozione di soluzioni di Realtà Virtuale (o VR come viene chiamata dai tecnici), aziende come quelle prese in esame, dopo un investimento iniziale piuttosto elevato, potrebbero iniziare a trarre dei benefici economici importanti, fidelizzando in modo nuovo e alternativo la propria clientela.

 

La VR, infatti, permetterebbe di dare ai clienti uno strumento con cui poter risolvere in piena autonomia alcune problematiche ricorrenti o di facilitare il processo che guida all’acquisto.

 

Ad esempio, nel caso dell’acquisto di un mobile, il cliente potrebbe essere aiutato nella fase di montaggio grazie ad un breve video in Realtà Virtuale che gli mostra i passaggi che deve compiere per assemblarlo, come disporre correttamente i pezzi e come procedere. Il tutto renderebbe il processo molto più semplice e intuitivo rispetto a quello attuale, mandando definitivamente in pensione i vecchi e odiati manuali di istruzione.

I vantaggi inoltre non sono solo per il cliente ma anche per gli stessi impiegati, che grazie a dei training in cui si utilizza la Realtà Aumentata potrebbero imparare più velocemente e con maggiore efficacia come gestire alcune situazioni collegate alla conoscenza dei prodotti e/o al customer service.

 

Un sicuro vantaggio per l’azienda consisterebbe nel potersi definitivamente sganciare dal concetto “più grande la superficie di vendita = più alto il fatturato”.

 

Dopo anni passati a costruire e riempire spazi sempre più grandi nelle periferie cittadine ora sembra giunto il momento di invertire la tendenza, avvicinarsi al cliente con negozi di prossimità altamente digitalizzati.

Il segreto credo non sia nelle dimensioni ma nella “flessibilità” degli spazi. Il retail fisico dovrà entrare nell’ordine di idee di essere sempre di più uno strumento di marketing e sempre meno un luogo dove si finalizza la vendita. Bisognerà allora riconvertire i mega store in spazi esperienziali, di ristorazione, di entertainment, di servizi: il resto avverrà online.

 

Quando la realtà virtuale sarà alla portata di tutti, girare per un supermercato potrà esser un’esperienza da vivere comodamente a casa propria, e allora forse è il caso di iniziare a ripensare alla “taglia” dei nostri punti di vendita e soprattutto alla loro funzione d’uso. Certo potremmo dirci che questa è fantascienza e che non diventerà mai la normalità, oppure possiamo essere “flessibili” e ripensare il retail, non solo come risultato di un percorso ormai concluso, ma come una risposta innovativa e imprenditoriale al futuro.

 

Di conseguenza come andrà a modificarsi il tuo ruolo?


Uno dei timori principali degli store manager è vedere il proprio ruolo ridimensionato
. Ad esempio, una gestione del magazzino tramite automazioni e robot significa un minor numero di persone da gestire. Il tutto porta a una diminuzione dei compiti da effettuare e quindi ad un minore stipendio percepito, oltre che ad una minor importanza a livello di ruolo ricoperto, e quindi a vedere la propria posizione sminuita nel tempo.


Per quanto sia innegabile che la rivoluzione digitale porterà ad una profonda trasformazione nei compiti assegnati, questo non significa per forza un impoverimento del tuo ruolo.


Certo, molto probabilmente alcune delle funzioni che oggi stai ricoprendo, all’atto pratico si ridurranno. Dovranno però essere soppiantate da una fase di controllo digitale del lavoro. Dovrai conoscere quindi perfettamente la struttura digitale usata dall’azienda.

La tecnologia, il processo di utilizzo, la strategia che sta alle sue spalle, come intervenire in caso di imprevisti e soprattutto come ottimizzarla nel tempo. Il tuo feedback sul possibile miglioramento del processo di acquisto del cliente sarà una delle chiavi del successo per l’azienda.


Fino ad oggi la digitalizzazione è stata a supporto dei venditori e store manager. Domani avverrà il contrario. Sarà il personale a dover supportare gli strumenti digitali scelti dall’azienda.



Cosa devi fare per farti trovare preparato quando avverrà il cambiamento?


Informati, cerca di scoprire quali sono le aziende all’avanguardia per quanto riguarda l’uso di nuove tecnologie. Ma soprattutto devi cercare di eccellere in quelle pratiche che non sono ancora appannaggio della digitalizzazione.

 

In futuro rimarranno solo poche attività gestite completamente da persone in carne ed ossa.

Questo porterà i clienti ad abituarsi sempre di più alla perfezione delle macchine. Quel poco che resterà all’essere umano dovrà quindi essere di pari livello.

 

Già oggi è difficile accettare la scarsa professionalità e l’incompetenza. Ci sembra assurdo dover effettuare procedure standard e ripetitive tramite una persona quando le stesse possono essere svolta in maniera più efficace da una macchina.

Immagina quando tutto il mondo raggiungerà questo grado di perfezione. Il confronto sarà davvero increscioso per il lavoro umano.

 

In queste circostanze, uno degli scopi principali dello store manager diventerà quello di tenere alta la motivazione del personale. Se già oggi è un argomento complesso da affrontare, le cose in futuro non andranno a migliorare.

 

Problem solving con i clienti, riunione del personale, e tutti gli aspetti che relazionano il tuo rapporto con la tua squadra. Queste saranno le tematiche chiave che faranno la differenza. Quindi potenziarle al massimo potrà esserti di grosso aiuto in futuro, ma non solo.

Anche oggi infatti risulta difficile gestire tutto questo. Non esiste ad esempio un “manuale pronto all’uso” per la gestione del team, tematica molto complessa che va ad impattare sull’emotività e le sfaccettature dell’essere umano. Ogni persona è un caso a sé ed è quindi difficile avere sempre la soluzione a portata di mano in ogni situazione per risolvere controversie e massimizzare la convivenza dei membri del team e la loro produttività.


Bisogna lavorare allora su se stessi per riuscire a trasformarsi nel perfetto leader che dà il giusto esempio in maniera univoca e coerente. Il modo migliore per farlo è ovviamente quello di essere affiancati da chi ha lavorato per molto tempo nel settore e conosce quindi a fondo tutti “trucchi” e le variabili del settore. Come sempre l’esperienza fa tutta la differenza del mondo nel riuscire ad apprendere una competenza nella maniera corretta e con i giusti tempi.


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Alla fine avrai una vera squadra, non solo dei colleghi di lavoro, che sarà sempre disponibile ad aiutarti nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.


E non finisce qui. Durante le 4 giornate del corso andremo ad affrontare tutti gli aspetti chiave che fanno la differenza tra l’essere un mediocre Store Manager o un direttore di massimo livelloDall’organizzazione operativa alla gestione del punto vendita, passando per la gestione commerciale e quella del team. Alla fine di questo straordinario percorso formativo estremamente pratico e divertente – niente noiose lezioni teoriche tutte uguali e che lasciano poco spazio all’operatività – avrai una piena padronanza di tutti gli strumenti che ti permetteranno di fare carriera.


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Autore: Wiliam Cariani

È un imprenditore di successo. Nel 2007 è co-fondatore della catena di negozi Bimbostore S.p.A. Dopo avere seguito lo start-up e la gestione dei primi negozi sul territorio nazionale, assume il ruolo di Direttore HR, coordinando l’area amministrativa, formazione e sviluppo, rapporti con i sindacati. Dal 2015 partecipa attivamente ad incontri legati a tematiche di sviluppo d’impresa nella provincia di Varese.

 

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