Skip to main content
Store Manager: ma quanto guadagna? - mmretail.it

Store Manager: ma quanto guadagna?

Moltissimi ragazzi iniziano la loro carriera nel mondo lavorativo come commessi o assistenti alle vendite in una delle numerose catene del retail. Nei primi 6 mesi del 2018, solo in Lombardia sono state 134 le nuove aperture di punti vendita, che hanno portato 1.066 nuovi posti di lavoro.

La speranza è quella di arrivare entro pochi anni a diventare direttore del punto vendita, magari sognando una retribuzione di alto livello e posizione di prestigio.

 

Ma quanto si guadagna a fare lo Store Manager?

 

Cerchiamo di fare chiarezza. Partiamo dalle responsabilità richieste ad un direttore, che poi vanno a delineare lo stipendio percepito.

Chiaramente anche lo stesso ruolo del direttore può variare molto a seconda della dimensione del punto vendita e dell’azienda stessa.

 

Quali sono le differenze principali in termini di mansioni svolte da uno Store Manager rispetto ad un assistente alle vendite?

 

1. Responsabilità economica del punto vendita

Comprende il risultato economico del punto vendita (inteso come raggiungimento degli obiettivi di fatturato definiti dall’azienda), la responsabilità di cassa (soprattutto in realtà più piccole), e la responsabilità dei versamenti dell’incasso in banca.

 

2. Gestione dei collaboratori

Da una manciata di persone fino a diverse centinaia (in grandi superfici). In ogni caso, il compito del direttore sarà quello di coordinare la squadra (definire carichi di lavoro, assegnare compiti in base alla specializzazione, ecc.), gestire il lavoro della squadra (pianificare i turni, assegnare le ferie, ecc.), e risolvere controversie (tra i membri della squadra).

 

3. Responsabilità dello stock prodotti del punto vendita

Il direttore si occupa della gestione degli ordini, (in modo da avere sempre la merce nel punto vendita) e della gestione del venduto (quindi controlla, ad esempio, che in caso di vendite con acconto il processo si concluda in maniera positiva).

 

4. Tutela del patrimonio aziendale

Il direttore è responsabile del capitale dell’azienda. Dalle piastrelle, ai muletti, ai computer, ecc. Al di là del mero danno economico, qualsiasi danneggiamento o guasto causato al patrimonio aziendale può avere ripercussioni anche gravi sulla capacità di vendita del punto vendita o sulla sua sicurezza. È lui che deve assicurarsi allora che tutto sia sempre in ordine, e in caso non lo sia deve attivarsi per ripristinare la situazione ottimale.

 

5. Gestione delle controversie con i clienti

Questa attività può essere svolta sempre in prima persona oppure a chiamata, in base a specifiche volontà del cliente (come sempre dipende dalla dimensione dell’azienda: maggiore è il personale, maggiore sarà anche la specializzazione dei ruoli all’interno dell’azienda, e quindi compiti più specifici). Anche nei casi in cui non se ne occupa lui direttamente, lo store manager deve comunque essere sicuro che la persona che gestisce la delicata faccenda lo faccia sempre nella maniera corretta e nei migliori interessi, sia del cliente che dell’azienda. Quindi alla fine è sempre una responsabilità da attribuire al direttore.

 

Come puoi vedere parliamo di tutta una serie di attività e responsabilità da non sottovalutare. Di conseguenza, rispetto ad un assistente alle vendite le responsabilità aumentano, così come la retribuzione percepita.

 

Ok, ma di che cifra stiamo parlando?

In questo ci viene in aiuto il Contratto Collettivo Nazionale del Commercio.

 

L’inquadramento corretto per chi ricopre figure direttive parte dal primo livello, con una RAL prevista di circa 31.000 euro suddivisi su 14 mensilità. A questa somma bisogna aggiungere una parte variabile, legati ai risultati ottenuti dal direttore e che possono essere legati principalmente a incrementi di fatturato e al raggiungimento di altri obiettivi specificati dall’azienda.

Alcuni direttori possono in realtà ricoprire ruoli “ridimensionati”, perché in azienda è prevista un’organizzazione aziendale che esclude alcune mansioni dall’operatività dello store manager. In questo caso, venendo meno una serie di attività svolte, è plausibile anche una retribuzione del secondo livello, con una RAL prevista di circa 28.000 euro.

In aggiunta alla cifra prevista dal contratto e alla parte variabile, bisogna poi considerare la maggiorazione oraria prevista per i giorni di lavoro durante i festivi, un must che accompagna la vita lavorativa di qualsiasi professionista del retail.

 

Bisogna comunque specificare che gli stipendi crescono ulteriormente in base al settore in cui opera l’azienda, nonché a seconda dell’importanza del brand stesso.

 

Ad esempio, nel settore dell’alta moda le remunerazioni medie nette per uno store manager superano facilmente i 2.000 euro mensili. È doveroso però precisare che stiamo parlando di casi molto particolari, in cui lo store manager è un professionista di alto livello a cui vengono richieste delle competenze specifiche molto particolari, una su tutte la conoscenza di più lingue straniere.

Pensiamo ad esempio al direttore di uno dei tanti punti vendita di brand di alta moda in via Montenapoleone a Milano o in via dei Condotti a Roma. Chiaramente è una figura poco confrontabile ad un qualsiasi altro direttore. In questo caso particolare, il numero di prodotti venduti è sensibilmente più basso rispetto ad una catena più generalista, e ogni singola vendita può comportare un ricavo di decine o perfino centinaia di migliaia di euro. Di conseguenza, le responsabilità del direttore aumentano sensibilmente.

 

Tralasciando questi casi estremamente particolari che mal si prestano ad un’analisi più generica come vuol essere questo articolo, la realtà è che in questi ultimi anni di contrazione economica che stiamo vivendo non è raro purtroppo incontrare persone che ricoprono ruoli direttivi ma alla luce dei fatti sono state inquadrate con un livello inferiore.

Sto parlando del famoso “Assistente alle vendite senior”, che in realtà svolge le mansioni di un vero e proprio direttore di negozio, soprattutto nelle realtà più modeste.

 

Magari ti ritrovi anche tu in questa spiacevole situazione.

 

Cosa puoi fare se non sei pagato il giusto?

 

Se sei bloccato in una situazione che sembra inamovibile e con scarse prospettive future, il mio consiglio è quello di effettuare due azioni precise:

 

1. Formazione specifica

2. Ricerca di un’azienda virtuosa

 

Vediamole nel dettaglio.

 

1. Formazione specifica

Lo so, forse su questo punto avrai da ridire qualcosa: “Lavoro da 10 anni nello stesso posto, ormai conosco tutte le procedure e attività, su cosa dovrei formarmi di preciso??”

Il punto è che in questo momento conosci molto bene il tuo sistema. Che molto probabilmente è diverso da quello usato da un’altra azienda.

Se non hai mai ricevuto una formazione specifica per Store Manager inoltre, è assai probabile che ci saranno alcune aree di cui non conosci alcuni dettagli o aspetti particolari, che tuttavia fanno la differenza sui risultati finali.

 

Ad esempio lo studio del budget. Intendo tutte quelle analisi specifiche riguardanti le stime degli incassi e delle spese del tuo punto vendita. Comprese tutta una serie di azioni correttive necessarie per migliorare l’esito finale.

O ancora la gestione efficace dei collaboratori. Che comprende ad esempio la gestione dei turni, argomento tutt’altro che banale e che necessita di esperienza e bravura nella gestione dei rapporti all’interno della squadra, per evitare di incrinare l’equilibrio che si è formato.

 

A questo poi bisogna aggiungere che lavorare per tanti anni in uno stesso ruolo non sempre è sinonimo di bravura e capacità.

Ti faccio un esempio concreto. In Bimbostore ho assunto persone che dopo tanti anni di lavoro si erano come “calcificate”, ossia erano talmente tanto abituate alle nostre procedure specifiche da essere poi molto più restie ad ogni cambiamento effettuato dall’azienda. Cosa che poi si rifletteva in una maggior lentezza nello svolgimento di alcuni compiti e che ha comportato dunque la loro esclusione da una possibile crescita professionale, perché troppo statiche e poco predisposte all’apprendimento e all’innovazione.

 

Quindi 10 anni di lavoro non vogliono dire per forza “essere pronti a fare il direttore”.

 

Cerca allora di non esaurire mai la tua sete di conoscenza. I bravi manager si riconoscono da quella voglia costante di migliorare in primis loro stessi, e poi il team con il quale lavorano.

Se anche dopo aver migliorato le tue competenze l’azienda non vuole riconoscerti il giusto compenso, allora forse è arrivato il momento di cercare un’azienda più virtuosa.

 

Attenzione: non sto dicendo che devi assolutamente abbandonare la catena in cui lavori ora. Valuta però attentamente la situazione in cui ti trovi.

È un’azienda appena nata o un grande colosso? Ti hanno promesso qualcosa di più oppure è una tua esigenza che non hai mai manifestato prima con la direzione? È un ambiente salutare e che premia l’eccellenza, oppure è castrante, senza spazio per la realizzazione personale?

Pensaci attentamente e trai le opportune conclusioni.

 

Se alla fine ritieni che dove lavori ora non sia il posto giusto per il tuo futuro, allora cambiare aria è la cosa migliore da fare. E questo ci porta al nostro secondo punto.

 

2. Ricerca di un’azienda virtuosa

 

Cosa intendo con “azienda virtuosa”?

Un’azienda di questo tipo vede nel proprio personale delle vere risorse, da valorizzare e non solo sfruttare. Ecco perché sono disposte a formare in maniera continuativa i propri dipendenti e soprattutto sono sensibili alle loro esigenze (in materia di libertà, autonomia, esigenze personali). Sono inoltre orientate al miglioramento continuo (a livello di processi, organizzazione, sfide e progetti), sono all’avanguardia e soprattutto meritocratiche (impostano cioè sistemi incentivanti basati sul “fare” e ottenere risultati). Le aziende più virtuose sono infine disposte a pagare bene i loro direttori, perché riconoscono la loro importanza all’interno della struttura aziendale.

No, non sono entità sconosciute…esistono davvero!

 

Ti porto il mio esempio personale, che deriva dalla mia esperienza in Bimbostore.

In Bimbostore i nostri direttori erano inseriti come primo livello.

In aggiunta era prevista una 15esima mensilità come bonus, dipendente da:

1. Variazione del fatturato rispetto all’anno prima,
2. Differenza inventariale (per valutare la sua attenzioni sul tema furti in negozio),
3. Valutazione mistery shopping (il direttore doveva superare almeno l’80% delle visite),

Questi criteri avevano un peso specifico in base all’importanza stabilita, e così suddiviso: 50% fatturato / 30% differenza inventariale / 20% mistery shopping.

Come vedi, la meritocrazia era uno dei nostri punti cardine.

 

E come Bimbostore, di aziende virtuose ce ne sono molte altre. Noi di MM Group lo sappiamo bene, perché facciamo quotidianamente selezione per le più grandi catene del retail. Certo, non voglio negare che non tutte possano offrire un piano compensi ai massimi livelli – com’è normale che sia – ma le opportunità non mancano per i più meritevoli.

 

Interessante, ma allora come faccio a trovare un’azienda virtuosa?

 

Il primo passo è sempre lavorare su sé stessi. Diventa la versione migliore del direttore che ti è possibile essere. Le aziende cercano competenze, proattività e capacità di risoluzione dei problemi. Non trascurare questo aspetto fondamentale.

Solo dopo che avrai provveduto a sistemare questo aspetto puoi iniziare la vera e propria ricerca.

 

Da dove puoi partire? Inizia con i canali social.

Linkedin in questo è di estremo aiuto. Questa piattaforma permette di informarsi sull’azienda che vuoi “conoscere meglio” grazie alle persone che lavorano direttamente lì (o che ci hanno lavorato in passato, meglio se recente).

Entra in contatto con loro, chiedi a riguardo di quella realtà specifica, informati sulle condizioni che vengono offerte. Ovviamente, cerca di farlo con cervello e senza esagerare. Filtra le persone che potrebbero veramente esserti di aiuto da chi invece ricopre posizioni troppo distanti dalla tua.

 

E poi ci sono i career day e gli eventi particolari dedicati alle aziende. Anche partecipare a questi eventi può essere un modo per scambiare due chiacchiere con i rappresentanti dell’azienda e farsi un’idea più approfondita.

 

Ovviamente ci sarebbe molto altro da dire, ma non posso dilungarmi troppo in questo articolo.

Per aiutare infatti tutti i gli aspiranti direttori (o chi è già direttore ma vuole fare il salto di qualità), abbiamo pensato ad una soluzione molto più pratica ed immediata.

 

Abbiamo creato il nostro Corso avanzato di Formazione per Store Manager, incentrato proprio sui due punti fondamentali visti in precedenza: Formazione specifica e Ricerca di un’azienda virtuosa.

Attraverso 4 moduli cardine, la base portante del nostro corso, andremo a fornirti tutte le competenze principali che devi avere per essere un perfetto Store Manager. Approfondiremo infatti l’organizzazione operativa, la gestione del punto vendita, la gestione commerciale e infine la gestione del team.

 

Non pensare ad un corso universitario fatto di ore e ore di eterna teoria senza un minimo di pratica. Uno di quei corsi insomma dove ti farciscono di nozioni teoriche e da cui poi ne esci molto confuso, con un mare di idee interessanti ma senza poter applicare di fatto nulla nella realtà in cui tu lavori. Niente di tutto ciò.

Il nostro corso è basato invece sull’attività pratica. Durante tutto il percorso, alla parte teorica verranno affiancati numerosi esercizi, per vedere se hai compreso fino in fondo quanto insegnato e per metterti alla prova e aiutarti a performare al meglio. Tutte cose che poi ti aiuteranno a mettere in pratica nel tuo punto vendita specifico quanto appreso durante il corso.

 

Dopo la parte formativa specifica sul retail, ci occuperemo inoltre della fase di ricerca. Abbiamo deciso infatti di offrire come bonus extra un intero modulo sull’Orientamento di Carriera. Grazie a questa parte aggiuntiva riuscirai a mettere in pratica la tua ricerca di un’azienda virtuosa.

 

Se quanto hai letto finora ha stuzzicato il tuo interesse e vorresti saperne di più, non ti resta che una cosa da fare: clicca qui per avere maggiori informazioni. Troverai anche le opinioni di chi ha già frequentato il corso.

 

Ah, dimenticavo. Per toglierti ogni dubbio che il corso possa non essere adatto alla tua situazione specifica, abbiamo deciso di offrire una Garanzia Soddisfatti o Rimborsati.

Trovi tutte le informazioni nella pagina qui sotto:

==> Corso avanzato di Formazione per Store Manager.

 

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e che ti abbia chiarito un po’ le idee in merito alla figura dello Store Manager.

A presto con nuove analisi e approfondimenti sul Retail!

 


Autori:  Wiliam Cariani e Lorenzo Castiglioni

Wiliam Cariani è un imprenditore di successo. Nel 2007 è co-fondatore della catena di negozi Bimbostore S.p.A. Dopo avere seguito lo start-up e la gestione dei primi negozi sul territorio nazionale, assume il ruolo di Direttore HR, coordinando l’area amministrativa, formazione e sviluppo, rapporti con i sindacati. Dal 2015 partecipa attivamente ad incontri legati a tematiche di sviluppo d’impresa nella provincia di Varese.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *